È Amazon ad aggiudicarsi l’asta per il dominio di primo livello .buy, mettendo sul piatto circa $4.6 milioni: battuta Google che s’è fermata attorno a $1.5, più di quanto potessero offrire gli altri due partecipanti — Dot Buy e Bitter Sunset. Lo conferma ICANN, che ha affidato la vendita a Power Auctions. Quali saranno le conseguenze per l’e-Commerce? È possibile che l’Europa lo consideri un abuso di posizione dominante, a seconda dell’utilizzo che ne farà l’azienda di Jeff Bezos? Gli scenari ipotizzabili sono davvero numerosi.

L’osservazione dell’antitrust, a prescindere dal vincitore dell’asta, non è da sottovalutare: sia Amazon, sia Google hanno partecipato attraverso le rispettive sussidiarie europee – probabilmente, per una questione di pressione fiscale – con sede nel Regno Unito. Il dominio .buy desta molto interesse tra chi s’occupa di e-Commerce e la società di Bezos ha soltanto due opzioni… ovvero, tenere per sé tutti gli alias o rivenderli come registar ad aziende e privati. Il problema è in quale modalità e con quali oneri per l’acquirente.

È improbabile che Amazon possa “bloccare” un intero dominio, ma ICANN non ha reso noti i termini dell’accordo: più facile che .buy serva da traino a servizi come Local Register [vedi gallery], il POS lanciato da Bezos negli Stati Uniti che potrebbe arrivare anche in Europa — risolvendo molti dei problemi degli esercenti. Altri due gTLD, .tech e .vip, sono stati assegnati rispettivamente per $6.8 e $3 milioni a due holding differenti. L’asta più importante resta la prima su cui dovremo tenere gli occhi puntati nei mesi a venire.

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