Amazon ha iniziato ieri ad accettare le applicazioni web su App-Shop per Android, il market alternativo al Play Store: stando alla data di pubblicazione dello spot su YouTube, quest’operazione è programmata dalla prima metà del mese scorso. Perché dovrebbe essere una notizia importante? Beh, Google non le supporta direttamente. Gli sviluppatori che volessero pubblicare app in HTML5 e JavaScript sul Play Store, infatti, dovrebbero prima “impacchettarle” — utilizzando le Application Programming Interface (API) di Android in Java.

In sostanza, Google richiede che le applicazioni web siano compresse in un archivio .apk – lo stesso di quelle “native” – mentre Amazon accetta un formato paragonabile a quello di Firefox OS. È sufficiente cambiare il manifesto della app, perché questa sia accettata su App-Shop. L’ottimizzazione per Kindle Fire è gradita, ma non obbligatoria. Se ciò ancora non bastasse, Amazon supporta gli acquisti in-app via JavaScript… e favorisce l’utilizzo di strumenti per convertire le applicazioni realizzate per iOS come PhoneGap di Adobe.

Il progetto di Amazon è evidentemente quello d’ampliare l’offerta su App-Shop, in previsione dell’uscita della nuova gamma di Kindle Fire e Kindle Fire HD. Le opzioni per ottimizzare le applicazioni web – oltre alle caratteristiche di WebView, previsto da Android – sono molto razionali: richiedono un design responsivo, il ricorso a HTTPS con SSL e l’annullamento degli stili personalizzati con WebKit o Blink. Nulla che riguardi soltanto i device venduti da Amazon, insomma. Spero che molti sviluppatori partecipino all’iniziativa.