Proprio in queste ore è uscito un annuncio del colosso asiatico della messaggistica Line, che ha dichiarato di aver generato solo nel primo quadrimestre del 2014 un utile di 143 milioni di dollari, circa, equivalenti alla cifra da capogiro di 14.6 miliardi di yen. Sicuramente è un bel guadagno, ma non solo: ricordando infatti che Line è un’applicazione completamente gratuita con dei pacchetti di espansione a pagamento e altre feature sbloccabili tramite la propria carta di credito, quello che viene subito alla luce è come Line abbia surclassato i suoi concorrenti non frustrando gli utenti con una richiesta di pagamento – che seppur piccola viene comunque percepita male un po’ da tutti.

Un’interessante comparazione l’ha fatta proprio The Next Web, che ha paragonato Line a Twitter, innestando la propria analisi sul fatto che una caratteristica molto bistrattata dalla startup dell’uccellino azzurro è stata proprio quella dei messaggi diretti, la quale sarebbe stata sicuramente molto più profittevole in qualsiasi modo, anziché lasciata praticamente a morire in favore di un approccio più aggressivo alle timeline degli utenti.

Tuttavia il discorso più ampio da affrontare è quello sul business model: Line infatti ha dimostrato di avere le spalle solide per sostenere questo flusso di utenti, con delle applicazioni curate, senza perderci un centesimo. Al contrario di WhatsApp, il quale annualmente scatena polemiche proprio durante il periodo più folto di rinnovi, Line sta “simpatico a tutti”; quanto ci vorrà perché tutto questo cambi? Speriamo che non cambi mai, anche se personalmente tra le alternative a WhatsApp quella che preferisco (anziché affidarmi a Line) è Telegram, che è open source – almeno in parte.

Un discorso ancora diverso può essere fatto per chi usa la messaggistica come “uncino” per attirare gli utenti verso gli altri suoi servizi, e per utilizzare i dati raccolti in questo modo generando altro business, esattamente come ormai troppo tempo fa ha fatto Google con Hangouts, esattamente come ha spiegato Federico Moretti al tempo.