Sono di queste ultime ore le indiscrezioni riguardanti la mega-IPO, da 20 miliardi di dollari, che Alibaba sta preparando per l’entrata in Borsa a New York. Alibaba, non a caso, è uno dei più temibili concorrenti per Amazon e eBay, visto che il suo modello di business ha permesso al famoso portale cinese di e-commerce di crescere rapidamente e trasformare il suo fondatore, Jack Ma, nell’uomo più ricco della Cina.

Se in occidente Amazon e eBay sono tra i siti web di e-commerce più conosciuti, in Cina è Alibaba a essere leader di mercato. Nel 1995, l’allora 31 enne Jack Ma, creò un sito web simile alle nostre “Pagine gialle”, per offrire un sistema di catalogazione di tutte le imprese. Dopo poco tempo, tuttavia, la società fallì, a causa della bassa diffusione di PC e internet. Tuttavia, nel 1998, assieme ad altri 17 colleghi, Jack Ma lanciò ufficialmente il suo progetto, chiamato Alibaba, che prevedeva di aiutare le piccole e numerosissime imprese locali a vendere i prodotti online. Ad oggi, il sito ha oltre 500 milioni di utenti e fonda il suo successo proprio nella connessione tra aziende produttrici e consumatori.

A differenza di siti web come Amazon e eBay, Alibaba permette di dialogare direttamente con i produttori, contrattare il prezzo e, a volte, ricevere qualche fregatura. Molti italiani, in questi ultimi anni, hanno deciso di affidarsi ad Alibaba per acquistare prodotti a basso costo ed anche online è facile imbattersi in manuali d’istruzione, super dettagliati, che mostrino come riuscire a concludere una transazione in modo sicuro e senza rimanere con un pugno di mosche in mano.

Il confronto che emerge tra Alibaba e i principali colossi americani riguarda anche i modelli di business. Amazon e eBay hanno realizzato un hub online e poi aperto diverse versioni in base alle zone del mondo. Alibaba, invece, ha sviluppato diverse piattaforme tra cui Tmall, negozio online, Taobao, un mercato dedicato alle piccole imprese cinesi e Alipay, società di pagamenti digitali tramite smartphone su Alibaba e su altri siti web. La politica intrapresa permette di mantenere costi operativi bassi e, allo stesso tempo, il regime fiscale risulta essere poco gravoso. Questi aspetti hanno permesso ad Alibaba di avere margini di profitto del 45%, con utili nel 2013 di 3.8 miliardi di dollari, mentre dall’altra parte Amazon è stata quasi sempre in perdita.

Sarà interessante vedere come si evolverà il mercato, poichè qualora Alibaba apra ufficialmente la piattaforma fuori dai confini della Cina potrebbe rubare clienti ad Amazon e eBay, con scambi trasfrontalieri senza alcun intermediario, e offrendo prezzi estremamente vantaggiosi. Allo stesso tempo, l’e-commerce cinese è in rapida crescita ed è assicurato che vi sarà ulteriore margine per un’ulteriore espansione sul mercato domestico.