Ci sono dei programmi, sviluppati qualche anno fa ed oggi perfezionati, che sono in grado di sostituire il lavoro dei giornalisti. Non saranno certo pezzi da premio Pulitzer ma possono mettere a repentaglio le poltrone di un buon numero di redattori. 

Un interessante articolo di Wired Italia illustra i programmi che sono in grado di sostituire i giornalisti. Il punto di partenza lo slogan di una maglietta apparsa su Thinkgeek: “Go away or I will replace you whit a very small shell script”.

La traduzione invita il lettore ad allontanarsi prima che sia sostituito con un programma. Perché? Per via di due compagnie americane, Narrative Science e Automated Insights che stanno per mettere a punto dei programmi che a partire dai dati grezzi scrivono degli articoli.

A livello storico tutto è iniziato nel 2009, a Yale, dove un informatico di nome Kristian Hammond, ha rilasciato il software Stats Monkey. Inizialmente era sufficiente inserire la scheda tecnica di una partita di baseball per ottenere un articolo.

Un pezzo rivendibile sui giornali locali. Da lì l’idea di studiare un algoritmo in grado di trasformare in articoli tutti i tipi di dati, non solo quelli sportivi. Un programma che partiva comunque dall’aiuto fornito dai giornalisti professionisti per la definizione di un template linguistico.

Il debutto sono stati i software per la reportistica automatica relativa ad argomenti sportivi ed informatici. Poi si è passati a programmi in grado di catturare i tweets ed ora tutto si baserà sul grado di flessibilità dei programmi.