Non farci l’abitudine, ma – per una volta – puoi essere orgoglioso della pubblica amministrazione italiana: un sentimento espresso da Carlo Piana, Consigliere Generale della FSFE (Free Software Foundation Europe) che nella circostanza mi sento di condividere. L’entusiasmo è dovuto al fatto che l’Agenzia per l’Italia Digitale ha diramato una circolare sul riuso e sulla valutazione comparativa che, di fatto, obbliga le amministrazioni a privilegiare le soluzioni open source. È una prospettiva allettante sotto ogni punto di vista.

Lo capisco, sei un Italiano… e ti hanno costretto a dubitare delle effettive capacità organizzative della pubblica amministrazione: anch’io penso che attuare il regolamento appena introdotto non sarà facile, nonostante sulla carta rappresenti il documento europeo più avanzato per l’introduzione del free software. Peraltro, non c’è alcuna omogeneità fra gli organismi del Paese – come la scuola pubblica, indietro di decenni. Posso comunque dare all’Agenzia il beneficio del dubbio e applaudire l’iniziativa, che giudico impeccabile.

Noi Italiani siamo bravissimi a redigere dei documenti programmatici, un po’ meno nel metterli in pratica. Quest’ultima circolare avrà la stessa sorte? Spero di no, perché mai quanto oggi ho percepito la necessità del cambiamento: basterebbe così poco. Cerca di non essere troppo scettico e, come me, applaudi il tentativo. Dimentica per un attimo che l’Italia non ha ancora un’Agenda Digitale — e che non esiste una data certa, per la sua introduzione. Qualche timido passo in avanti è fatto, in attesa dell’approvazione definitiva.

Photo Credit: David Saltuari via Photo Pin (CC)