Il governo Monti ha promosso l’idea di una cabina di regia in grado di gestire l’agenda digitale del nostro paese. Con il decreto Semplificazioni, questa idea dovrebbe diventare concreta. Ma in che modo?L’idea di avere una cabina di regia con cui gestire l’evoluzione digitale del nostro paese, in un certo senso rassicura quanti ormai pensavano di gettare la spugna. Da ieri è partito il progetto che dovrebbe portare alla creazione di nuove infrastrutture nel paese e alfabetizzare, dal punto di vista informatico, in nostri connazionali.

Il dato statistico da cui è partita la progettazione del governo Monti è relativo al digital divide italiano: nello Stivale il 40 per cento dei cittadini vive una situazione di gap volontario. Questo accade perché non è percepita l’utilità di internet e anche perché in molte case manca proprio la connessione.

Se la priorità del Governo è che tutti siano connessi vuol dire che, almeno in un primo momento non s’investirà sulla fibra ottica.

E poi c’è tutto il discorso che rientra sotto il cappello dell’open data e riguarda la pubblica amministrazione: la PA dovrà ispirarsi ad un modello di trasparenza ed efficienza, basando ogni attività sullo sfruttamento delle risorse del cloud computing.

I primi ambiti d’intervento saranno la scuola e il settore sanitario, soltanto a seguire si opererà sulle pubbliche amministrazioni.