Io odio Francesco Caio. Lo odio non perché sia stato nominato Mister Agenda Digitale, ma perché ha fatto fare al mio Paese l’ennesima figura di merda. Scusate la volgarità, ma quando ci vuole ci vuole. In una discussione su Twitter fra Mike Butcher di TechCrunch e il vicepresidente dell’Unione Europea Neelie Kroes è infatti emerso come il genio in questione non abbia ancora aperto un account Twitter. La cosa ridicola è che l’abbia ufficializzato @Agenda_Ditale, chiamata in causa dal giornalista dopo che la Kroes gli aveva condiviso una lista dei digital champion, cioè i responsabili dell’Agenda Digitale dei paesi europei.

Non siamo gli unici a mancare nella lista, sia chiaro: mancano altri sette paesi. Siamo però l’assenza che fa più rumore. Siamo per altro quelli della web tax che già ci aveva fatto conoscere per l’idiozia digitale del nostro Paese.

Avete pensato che basta l’account dell’agenzia vero? Non sarei d’accordo, ma se anche lo fossi siete in torto voi: @Agenda_Digitale non è l’account dell’agenzia, che sui social network pare essere assente. Guardate infatti il sito dell’Agenzia per l’Italia Digitale: non solo manca Twitter, ma manca anche Facebook e non c’è traccia di un social network uno! O se ci sono li hanno nascosti perché io non li ho trovati ed è comunque dimostrazione di demenza digitale. La nostra Morena Ragone se lo chiedeva tempo fa: Agenda Digitale, giochi finiti?. A questo punto mi duole dirlo: non sono mai cominciati.

Francesco Caio deve dimettersi. Per almeno tre motivi:

  1. Ci ha fatto fare l’ennesima figura di merda a livello internazionale;
  2. Non è pensabile che l’Agenzia per l’Italia Digitale non faccia uso dei social network, che sono il modo più veloce e semplice di raggiungere i cittadini, comunicare con loro e soprattutto ascoltarli;
  3. Essendo stato “nominato su Twitter” direttamente dal presidente del consiglio Enrico Letta oltre sei mesi fa, avrebbe quantomeno dovuto sentirsi obbligato ad aprire un account Twitter dell’agenzia per ringraziare.

Condividete citando @enricoletta per cortesia. Facciamoci sentire, non si può più andare avanti così.

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