Chiudetela! L’Agcom va chiusa. Non è un organismo degno del nostro Paese. No, ma dico, chi può pensare di dettare legge nel nostro Paese senza neppure consultare il parlamento? Giusto Berlusconi, e forse manco lui. L’Agcom ha dunque adottato le nuove norme in merito al diritto d’autore senza neppure consultare una cacchio di commissione parlamentare competente sul tema (rappresentante di tutti noi cittadini, volenti o nolenti), ergendosi sopra la magistratura a giudice supremo in caso di lesione, reale o presunta, dei diritti di una persona o società, secondo quanto riporta Simone Cosimi su Wired.it.

Certo, il regolamento è migliorato da quella bozza di cui si parlava un anno fa, ma è ancora atroce, ennesima violazione dei diritti di noi tutti.

Badate bene, un intervento era necessario e Agcom ha fatto molto per mettere a punto una cosa
semi-decente. Però non ci è riuscita. Nel nuovo regolamento è infatti previsto che un presunto titolare di diritti (non sta ad Agcom infatti dirimere una questione sulla proprietà intellettuale di un’opera) possa aprire un contenzioso presso l’autorità, lamentando la pubblicazione di una propria opera digitale sul web. A quel punto la persona che l’ha caricata, o diffusa tramite link o torrent ha tre strade:

  • toglierla, o fare una proposta simile per sanare la diatriba;
  • presentare le proprie obiezioni all’Agcom, che supponendosi giudice supremo deciderà chi ha ragione;
  • rivolgersi alla giustizia.

La terza opzione ce l’ho messa io. Agcom non la contempla, ma si limita a registrare che in caso di contenzioso davanti all’autorità giudiziaria è costretta a passare la mano. Il regolamento infatti recita: Il procedimento dinanzi all’Autorità non può essere promosso qualora per il medesimo oggetto e tra le stesse parti sia pendente un procedimento dinanzi all’Autorità giudiziaria.

Certo, dal regolamento è sparita l’immediata cancellazione del contenuto che si presume violi il diritto altrui, ma sono rimasti i cinque giorni di tempo massimo, troppo pochi sia per gli amatori che per chi gestisce realtà strutturate, e Agcom pretende ancora di poter multare blogger e Internet Provider. Soprattutto è rimasto questo tentativo di ergersi a sostituto della magistratura per dirimere una questione di diritto. Una cosa che dal mio punto di vista ha la stessa puzza del bollino blu per blogger e social network, una cosa che solo alla casta può piacere e che toglie a tutti gli altri la libertà.

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