AGCOM ha deciso di diffidare TIM e Wind al rispetto delle nuove norme in materia di costi di roaming internazionale. Come noto, il 29 aprile scorso sono entrate in vigore le nuove tariffe imposta dall’Unione Europea per quanto concerne i costi di roaming all’interno dei paesi membri. Trattasi dell’ultimo passo verso il così detto roaming zero che scatterà il prossimo anno. Gli operatori italiani si sono tutti adeguati ai nuovi costi di roaming ma TIM e Wind hanno creato alcune opzioni tariffarie ad hoc che hanno fatto storcere il naso a molti utenti e che hanno generato molte polemiche.

Proprio a seguito delle molte segnalazioni inviate dagli utenti e dalla associazioni dei consumatori, AGCOM ha voluto verificare la congruità delle nuove tariffe alla luce dei nuovi costi del roaming europeo. Il risultato è questa diffida che punta il dito su TIM e Wind che adesso avranno tempo sino al 30 giugno per adeguare la loro offerta di roaming.

In particolare, AGCOM evidenzia come TIM e Wind debbano rispettare le disposizioni introdotte dal Regolamento (UE) n. 2015/2120 in tema di roaming internazionale. Infatti, come emerge dalla delibera AGCOM, l’Autorità ha contestato agli operatori TIM e WIND l’applicazione automatica ai propri clienti, senza previo consenso, di tariffe a pacchetto. L’Autorità ha poi ritenuto opportuno adottare un generale atto di indirizzo per tutti gli operatori in ordine all’applicazione della nuova normativa a tutti i piani nazionali esistenti ed ad una maggiore trasparenza informativa nei confronti della clientela, finalizzato ad una rimodulazione di offerte roaming preesistenti.