(si, il titolo è volutamente orribile)
La scomparsa di Robin Williams è stata affrontata da buona parte della rete in modo maturo e responsabile, come accade sempre per ogni vip che muore.
Nessuno ha usato la popolarità dell’attore e il bruciante cordoglio per ottenere più Mi Piace e condivisioni, nessuno ha fatto del facile umorismo scambiandolo con Robbie Williams, e nessuna rete televisiva sta approfittando dell’occasione mandando in onda tutti i suoi film.

Ma si, diciamocelo una buona volta: la morte di un vip è una manna dal cielo. Come le rockstar, i vip valgono più da morti che da vivi, perché si può far leva sul dolore, sull’operazione nostalgia e sulla santificazione post-mortem, e tutto quello che ottiene luce riflessa guadagna, appunto, visibilità gratis.
Le strategie sono infinite, si tratta solo di organizzarsi e non badare a decenza, buon gusto e moralità, che rovinano sempre tutto.

È MORTO, ANZI NO
La morte di un vip è sempre una magnifica occasione per sfoderare un sottile social marketing, forse di cattivo gusto, ma di sicuro impatto per aumentare le vendite del prodotto collegato al vip, talmente sicuro che si può anche simulare la morte, per poi smentirla e dire “oh, ci siamo sbagliati”. Un brutto scherzo, si, ma quello che conta è usare bene la paura ancestrale della fine, che riesce sempre a vincere le difese dell’acquirente insicuro.
ADDIO MICK JAGGER, CI MANCHERAI. No, scherzo, è ancora vivo. Per oggi. Compra il nuovo disco dei Rolling Stones, prima che crepino.

MORIRE AL MOMENTO GIUSTO
Fingere che sia morto un vip è sempre un’ottima e subdola occasione per fare affari in modi non convenzionali e fantasiosi, ma bisogna fare attenzione ai dettagli.
Ad esempio, non si può dare a campionato finito la notizia della finta morte di un calciatore (ottima per vendere le figurine o spammare lo streaming delle partite), o dare a Pasqua la notizia della finta morte di un attore famoso per i film di Natale. Bisogna individuare la persona giusta da far morire, il momento migliore per spammare ovunque la notizia, e ovviamente il business migliore da collegarci.
ADDIO MACAULAY CULKIN! Ci mancherai tantissimo, anche se noi non perderemo l’aereo per bellissime località esotiche dove passare le vacanze di Natale, PRENOTA QUI.

DIMMI COME MUORI E TI DIRÒ COSA VENDERE
La tragica morte di Marilyn Monroe fu una magnifica occasione di pubblicità per sonniferi e barbiturici. Forse è giusto un tantino cinico, si, ma qui siamo nell’era smart e dobbiamo puntare sull’efficacia: il decesso di un vip dà la massima visibilità a tutto il contesto che lo riguarda, e riporta in auge ciò per cui il vip era stato famoso un tempo. Un’occasione da non perdere e da monetizzare anche con l‘ecommerce, linkando il prodotto giusto.
ADDIO CLINT EASTWOOD! Insegna agli angeli come fare giustizia a colpi di 44 Magnum, che potete comprare al 20% di sconto QUI.

IL DOLORE SUI SOCIAL FA S*** À
Come insegna il grande maestro Zerocalcare, esprimere dolore e cordoglio sui social network per la morte di un vip assicura un facile e corposo engagement, da utilizzare come preferite.
Se avete una pagina Facebook, giocate d’anticipo: preparate fin da ora contenuti, immagini e aforismi di vip amati e anziani, e cartelle, liste in ordine alfabetico, ecc. Tutto deve essere pronto per il decesso improvviso di chiunque, così potrete linkare frasi celebri e battute in anticipo su tutti gli altri, fare un botto di nuovi followers e condivisioni. Anche nella morte, l’organizzazione è tutto.
ADDIO ROCCO SIFFREDI! Insegna agli angeli a… ah, già, loro non possono.

OMONIMIA PORTAMI VIA
La morte del povero Robin Williams ha dato un’improvvisa visibilità al suo quasi omonimo Robbie Williams, grazie alle battutone che abbiamo visto sui social come “Addio Robin Williams, mi mancherai anche se preferivo gli ‘N Sync”.
Ora, quanto scommettete che Robbie Williams sta avendo un incremento di vendite di dischi? E cosa pensate che succederà se metterete su eBay il vostro singolo di Millennium che avete nel cassetto dal 1999?
Anche qui, ci vuole molta organizzazione, ma il duro lavoro pagherà: preparatevi un’accurata lista di omonimi di probabili futuri vip morti, e pianificate un social business di gadget basato sull’irresistibile, vincente battutona dell’omonimia.
ADDIO TOM JONES. Non mi piaceva la tua musica, ma sono cresciuto con i film di tuo figlio Indiana Jones. A proposito, chi lo vuole il cofanetto con tutti i film in Blu-Ray?

(e quanto al povero Robin Williams: Robin, perdonami. Perché io t’ho vissuto, t’ho veramente voluto bene, e t’ho anche perdonato. Te possino…)