È successo. AdBlock Plus, l’estensione per Chrome, Firefox e Opera che blocca la visualizzazione delle pubblicità, è approdata su Android: gli inserzionisti cominciano a tremare sul serio. Abbiamo già visto come i tablet vendano più degli smartphone ed è normale che i pubblicitari preferiscano organizzare le campagne dei propri clienti sui dispositivi mobili, ma AdBlock potrebbe compromettere il loro lavoro. In qualche modo è persino un bene, perché Android limita il funzionamento dell’applicazione ad alcuni contesti specifici.

Per esempio, Google non permette ad AdBlock di nascondere le pubblicità trasmesse da domini protetti con SSL: se un sito è fatto come si deve, garantendo la sicurezza dei visitatori, l’utente non riuscirà a bloccarne i banner. Questo vincolo è imposto a qualunque versione del sistema operativo e sembra che lo sviluppatore dell’applicazione non riesca ad aggirarlo. I limiti di AdBlock Plus per Android non sono finiti qui perché bisogna effettuare il rooting del dispositivo affinché i blocchi possano funzionare come ci si aspetta.

Senza il rooting, AdBlock funziona soltanto via WiFi su Android 3.1 o superiore e richiede d’impostare manualmente un proxy fino alla versione 3.0. La maggioranza degli utenti ha tuttora Gingerbread e perciò AdBlock Plus potrebbe non funzionare affatto. A prescindere da ciò, la pubblicità sul web è in rapido declino e gli editori devono trovare nuovi modelli di business per sopravvivere: abbonarsi alle news è una fra le soluzioni possibili, ma sareste disposti a pagare per leggere le notizie online? Io preferisco la pubblicità.

Photo Credit: yuichirock via Photo Pin (CC)