L’evoluzione tecnologica negli ultimi anni ha portato ad una modifica della centralità informatica con un necessario trapasso di alcune tecnologie che lasciano spazio al nuovo. Insomma a pagare le spese per tutti ci sono i vecchi desktop. In questi ultimi anni c’è stata una diffusione massiccia di tablet e smartphone per la connessione domestica e in mobilità che hanno determinato la crisi dei vecchi desktop. Resistono in questa storia i vari notebook mentre devono lasciare il passo ai giovani dispositivi, i classici desktop domestici.

Non solo, secondo gli analisti sono in una fase discendente anche i netbook e questo genera disagio tra i produttori che sul prodotto in questione avevano concentrato il loro modello di business. Sono pochi quelli che resistono e credono ancora nei netbook, per esempio l’Acer.

Il netbook è un pc più piccolo con ridotte potenzialità di calcolo, ma utile per lavorare in mobilità e sicuramente a buon mercato. Oggi le aziende che producevano netbook, come Lenovo, Dell ed Asus, hanno abbandonato questa linea di prodotto, ma l’azienda di Taiwan Acer non demorde.

Il presidente spiega al Wall Street Journal che l’azienda vuole continuare a produrre tablet perché ha fiducia nella tenuta di questa porzione di mercato, nonostante il declino degli ultimi anni.