L’accelerometro non è lo strumento che consente di accelerare la velocità di audio e video disponibili su smartphone e tablet, ma è quello strumento che fa capire agli strumenti citati, in che posizione vogliamo vedere l’immagine aperta.

L’accelerometro, fino a quando gli smartphone non si sono diffusi capillarmente, non era uno strumento conosciuto. Anzi, si può dire che soltanto gli appassionati di fisica ed ingegneria potevano conoscere questo termine.

Invece adesso le condizioni sono cambiate. Tutti gli smartphone e i tablet percepiscono il posizionamento scelto dagli utenti, mostrando le immagini in verticale e in orizzontante in base all’orientamento del display.

Gli accelerometri, così descritti, sembrano una naturale evoluzione del sostrato tecnico di smartphone e tablet, ma – come spiega giustamente il professor Hammack dell’Università dell’Illinois, sono il prodotto di uno strenuo lavoro di miniaturizzazione.

Il professore spiega in un video presente su Youtube come funzionano gli accelerometri: sono da immaginare come dei pesi attaccati ad una molla fermata all’estremità di un involucro, del tutto estranei al resto dell’apparecchiatura.

Se l’involucro si muove, di conseguenza, si muove anche il peso e la molla che lo regge si accorcia e si allunga. L’accelerazione di questi movimenti, determina come e di quanto ci si è spostati con il display.