Molti giornali hanno deciso di migrare verso la versione digitale della rivista. In alcuni casi la conversione digitale è stata accompagnata da esigenze di risparmio, in altri casi è stata accompagnata da una strategia commerciale, a tratti vincente.

Il New York Times Co. da diverso tempo aveva annunciato di voler completare la conversione al digitale riducendo il numero di articoli disponibili online in forma gratuita agli utenti e proponendo invece i papers più sostanziosi dietro pagamento di un abbonamento.

Dopo l’annuncio si sono scatenate immediatamente le polemiche: è stato criticato soprattutto il prezzo dell’abbonamento, troppo alto, e il meccanismo che dovrebbe impedire ai non abbonati di consultare i contenuti, poco efficace.

Eppure il NYT non ha perso lettori, anzi sembra ne abbia guadagnati e alle critiche ha potuto controbattere con le statistiche. Dall’estate scorsa ad oggi i nuovi abbonati sono stati quasi mezzo milione di utenti che hanno scelto diversi livelli di accesso alle notizie.

Questi risultati sono soddisfacenti e si parla di vero e proprio successo. Il 2011 è stato un anno dedicato dal NYT alle trasformazioni e adesso si pensa già all’evoluzione, o meglio a ridurre ancora il numero di articoli disponibili gratuitamente per invogliare ad abbonarsi. Se prima i contenuti gratis erano 20 adesso saranno 10 da aprile.