Il 10 luglio del 2008, Steve Jobs annunciava la nascita di App Store con un aggiornamento di iTunes: sono 6 anni di successi che, lo scorso 2 giugno, hanno portato al record di 75 miliardi di download da iPad, iPhone o iPod Touch. È una storia relativamente breve, che ha cambiato le abitudini degli utenti — facendo entrare il termine app nell’uso comune dei cittadini di tutto il mondo. Le statistiche parlano di 1,7 miliardi d’applicazioni approvate, con un evidente sbilanciamento a favore degli smartphone prodotti da Cupertino.

Sono circa un milione le app disponibili per iPhone oppure iPod Touch, 600.000 quelle per iPad e quasi 21.000 per Mac OS X — che ha avuto il proprio App Store soltanto nel 2011. L’attenzione, adesso, è tutta per iOS 8 [vedi gallery] che introduce Swift e pone le premesse per l’ingresso di Apple nel wearable: quante applicazioni saranno sviluppate espressamente per iWatch? Numeri destinati ad aumentare e, chissà, magari a raddoppiare nei prossimi anni. Non è un segreto che gli sviluppatori prediligano la piattaforma di Cupertino.

Per festeggiare la ricorrenza, Apple ha aperto un blog dedicato a Swift – il nuovo linguaggio di programmazione per le app di iOS 8 – e reso disponibile gratuitamente la beta di Xcode 6 a tutti gli sviluppatori registrati su App Store. Il successo dell’ecosistema è dovuto a diversi fattori: primo fra tutti, la maggiore tendenza ad acquistare le applicazioni rispetto agli utenti della concorrenza. Un po’ per il ceto sociale dei clienti, un po’ per l’effetto «wow» attorno a iPhone, i guadagni delle app superano quelli su Android.

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