4chan è un sito – o, meglio, una imageboard – lanciato nel 2003 da Christopher Poole (noto anche come m00t): uno spazio simile ai forum che ospita immagini inviate da chiunque, senza necessità d’iscrizione, inserite in varie categorie e commentabili. Gli upload non sono moderati, la grafica non è curata come dovrebbe… eppure preoccupa tutti, dalla NSA ai normali utenti del web. Perché? Non è un progetto politico, non è un ritrovo di hacker, ma è entrambe le cose. L’aspetto più curioso? Sono tutti anonimi tranne il suo creatore.

Tornato nel mirino, per la pubblicazione delle foto rubate a Jennifer Lawrence, 4chan è salito all’onore delle cronache per la nascita di Anonymous: il movimento d’attivisti che a colpi di DDoS ha tenuto in scacco diverse autorità e multinazionali. Di per sé, non sarebbe diventato un progetto tanto importante se non fosse stato preda d’esperti di sicurezza informatica che attraverso le immagini hanno scambiato e continuano a scambiarsi messaggi cifrati. Sia per impegno politico o svago, continua a essere un punto di riferimento.

Il fascino un po’ vintage di 4chan è lo stesso che porta tuttora i programmatori a usare IRC: qualcosa di difficile da spiegare ai non addetti ai lavori (e che personalmente fatico a capire). Ironia, ideologie e impegno sociale sono mischiate a foto di gattini e donne nude. La “chiave” è nell’anonimato, che il suo creatore difende a spada tratta — nonostante sia un soggetto noto e tenga svariate conferenze qua e là, oltre a essere uno startupper. È pericoloso? Né più né meno dei social network, però spaventa chi non lo capisce.

Photo Credit: Brennan Moore via Photopin (CC)