“Peek. E Pop”. Se si dovesse spiegare il 3D Touch del nuovo iPhone 6S ad un bambino, lo si farebbe così. Perché fondamentalmente è così che Apple lo ha presentato. Il 3D Touch permette di fare Peek, ovvero di avere una piccola e fugace anteprima di un oggetto sullo schermo, che si può poi aprire a schermo intero con un Pop. Ma la questione è ben più complessa.

Un nuovo livello di interazione con iPhone

Con il 3D Touch il touchscreen assume una declinazione quasi prossima alla realtà aumentata. Sembrerebbe un paragone azzardato, ma non lo è. Il punto è di simulare tre distinti livelli di interazione con lo schermo: il primo caratterizzato dai soliti tap, swipe e pinch-to-zoom, il secondo da una leggera pressione che da uno scorcio dell’oggetto, sovrapponendolo al contesto già esistente, e il terzo che è la realizzazione di una decisione, la decisione di voler effettivamente esplorare l’oggetto.

Questa stratificazione non è soltanto, meramente, un metodo per riconoscere il livello di pressione che si applica alla superficie del display, bensì un modo per aggiungere un nuovo livello di interazione con iPhone. Mentre il pop porta semplicemente l’utente nella schermata che si è scorto con il peek, quest’ultimo è invece il modo che Apple ha per velocizzare e rendere ancora più efficienti gli iPhone.

Le situazioni possono essere molteplici, ma per fare un esempio, Instagram, una delle prime app che ha avuto il supporto completo al 3D Touch, ora consente di sbirciare un profilo premendo leggermente sulla sua menzione e poi, se lo si desidera, con il Pop è possibile entrare effettivamente in quel profilo.

L’aspetto veramente sorprendente in tutto questo è come Apple, dopo anni di studio dei propri clienti, sia riuscita a associare un pensiero ad un gesto: come posso interagire in maniera più rapida e diretta con il mio telefono?

Non è ancora tempo di rivoluzione

Se da un lato il nuovo chip A9 dell’iPhone 6S (Plus) velocizza la computazione grezza del dispositivo e quindi le sue performance generali, dall’altro il 3D Touch ha permesso di velocizzare l’interazione con esso.

Un altro esempio? Per richiamare il multitasking ora, viene molto più naturale premere con decisione nel lato sinistro del display e, con ancora il dito sul display, scorrere una o due app e rilasciare il dito, per entrare direttamente nell’app scelta.

Ma non si può certo parlare di rivoluzione. Almeno non adesso. Prevedibilmente, il reale potenziale del 3D Touch si concretizzerà nella prossima generazione: iPhone 7 implementerà così profondamente il concetto di 3D Touch che non ci sarà più bisogno di avere il tasto Home, se non per la lettura delle impronte digitali.